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9 Giugno 2021
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Metropolis, la distopia futuristica del lavoro

Nel 1927 usciva Metropolis, un capolavoro del cinema tedesco realizzato dal visionario regista Fritz Lang. La domanda sorge spontanea: perché stiamo parlando di un film?

Questa pellicola, ambientata nel 2026 (data vicina a quella odierna) obbliga lo spettatore a compiere una riflessione. I temi trattati in Metropolis sono più che mai attuali; nel film i lavoratori vengono trattati come automi, sono costretti a ritmi di lavoro esasperati e non si vedono garantiti sicurezza e diritti, fino ad arrivare ad uno stato di totale alienazione.

Nella prima metà del secolo scorso, durante la seconda rivoluzione industriale, ci si immaginava un futuro all’interno delle aziende produttrici dove la manodopera avrebbe avuto un valore unicamente meccanico.

Ad oggi, invece, esiste la piena consapevolezza che all’interno di ogni filiera produttiva la forza lavoro sia fondamentale e importante per la realizzazione di qualunque progetto aziendale.

Non importa che si tratti di assemblare un prodotto semplice o un sistema più complesso: la capacità, l’abilità e l’esperienza del singolo fanno la differenza. Ogni lavoratore concorre alla buona riuscita del progetto finale.

Pensare che solo cinque anni ci separano dall’anno di ambientazione di Metropolis ci spinge a riflettere sull’importanza di creare un ambiente di lavoro sano, sicuro e stimolante.

Garantire un welfare aziendale che consenta ai propri dipendenti di venire al lavoro e sapere di trovarsi in un ambiente sicuro e proattivo è l’obiettivo che Cofle porta avanti sin dal primo giorno di attività. Sentirsi parte di una comunità e non ingranaggio di una macchina consente al lavoratore di potere esprimere al 100% le proprie potenzialità.

 

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